Le paure degli ebrei di Scozia

La comunità ebraica scozzese si sente sempre più isolata e spaventata. Ecco quanto emerso da uno studio finanziato dal governo scozzese e condotto dall’ente SCoJeC attraverso sondaggi e focus group. La ricerca (qui disponibile) 5887 ebrei in Scozia preferiscono mantenere segreta la loro fede e la maggior parte dei 400 israeliani residenti nasconde la propria nazionalità e non parla ebraico in pubblico. I timori per le difficoltà riscontrate vivendo in Scozia potrebbe spingere molti ebrei a lasciare quelle terre, anche a causa del crescente antisemitismo. Un fenomeno, quello della fuga dell’ebraismo dall’Europa, in crescita come ha raccontato sul Foglio Giulio Meotti.

In Scozia c’è chi ha smesso di frequentare le sinagoghe per paura di attacchi antisemiti o messaggi di minacce alla comunità sui social media. Il problema, secondo gli intervistati che accusano il governo di Edimburgo di “ossessione sproporzionata” verso Israee, sta nell’approccio bigotto della Scozia e degli scozzesi alle questioni israeliane: i legami culturali e religiosi allo Stato ebraico ed il sionismo sarebbe diventati socialmente inaccettabili.

A spaventare ancor di più una comunità minacciata che guarda verso altre, nuove  e più libere terre è il fatto che nulla nel rapporto abbia dato segnali positivi che la situazione per gli ebrei scozzesi possa migliorare nel futuro prossimo.

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.