Un Labour modello Renzi?

Renzi a Londra

Andy Burnham e Sadiq Khan sognano di partire dalle grandi città per conquistare la leadership del Partito Laburista. Seguendo un po’ il modello Renzi. Ma… la Terza Via è un’altra.

Chi è Andy Burnham. Ministro del governo ombra di Corbyn e parlamentare per Leigh. Si candidò alla segreteria nazionale del Labour nel 2010: vinse Ed Miliband nella lotta fratricida con David (ora invocato da molti per un ritorno al blairismo). Ed guidò nel 2015 il partito ad una pesante sconfitta elettorale; seguirono le sue dimissioni. Burnham provò l’ascesa anche in quell’anno ma arrivò secondo, dietro a Jeremy Corbyn. Nel passato è stato vicino all’ex premier Gordon Brown facendo parte del suo gabinetto di governo. Dopo la sconfitta elettorale del Labour alle recenti amministrative (con l’unica nota positiva di Londra, ne parleremo tra poco), Andy Burnham aveva annunciato di voler rifarsi una vita partendo dal “basso”. Martedì è diventato ufficialmente il candidato laburista per la carica di sindaco di Manchester. Si definisce socialista, ma non così a sinistra come Corbyn che sta adottando tecniche di agitazione delle masse attuate precedentemente da Bernie Sanders, sfidante di Hillary Clinton nella corsa alla nomination democratica per la Casa Bianca.

Chi è Sadiq Khan. Attuale sindaco di Londra grazie alla vittoria sul conservatore Zac Goldsmith, dopo una campagna elettorale fatta di colpi bassi tra accuse di vicinanza ai palestinesi e ad Hamas dirette verso Khan e al mondo wahabita lanciate contro lo sconfitto. Ex parlamentare per il collegio londinese di Tooting, ex membro del governo ombra di Ed Miliband del 2010 al 2015 e dell’esecutivo di Gordon Brown. Un passato da avvocato per i diritti umani. Il suo cerchio magico ha fatto più volte trapelare i sogni di leadership nazionale di Khan. Ah, se non fosse stato eletto sindaco di Londra, con la leadership di Corbyn in bilico…

Il perché di un modello Renzi applicato al Labour. Se Khan avrebbe potuto essere l’unico candidato capace di cacciare Corbyn unendo il partito, Burnham non ha mai nascosto i suoi desideri di leadership. Ci provò l’anno scorso ma sappiamo tutti com’è andata a fine. Ma ora sembra nascere un Labour modello Renzi: iniziare dalle grandi città per conquistare la ribalta nazionale e prendere il controllo del partito. Burnham e Khan potrebbero cercare consenso attraverso la politica delle grandi città, più diretta rispetto a quella parlamentare, per tenere testa ai populismi nascenti.

I conservatori. Tra i conservatori ad applicare un modello dalla-città ci ha provato Boris Johnson, predecessore di Khan alla guida di Londra, ma è stato tradito dal suo compagna di Brexit Michael Gove ed è finito agli Esteri. Si parla di una promessa di Theresa May in cambio del sì di Johnson al Foreign Office: un passo indietro prima delle elezioni del 2020 e campo libero a Boris. E se nel 2020 fosse sfida tra sindaci? Magari della stessa città?

La Terza Via sta a New York. C’è un ma, un grande MA. Il Labour ha imparato negli anni che per vincere serve un modello più centrista. Se Burnham si definisce socialista, Khan si inserisce nella soft-left di Ed Miliband. E Renzi? Il premier italiano si rifà ad un modello clintoniano e blairiano. Eccola la differenza tra i due modelli. L’unico leader britannico forte e preparato che si ispira alla cosiddetta Terza Via sta ora a New York impegnato a guidare l’International Rescue Committee, un’organizzazione per gli aiuti umanitari. Si era parlato di lui come consulente in una futura amministrazione di Hillary Clinton. Anche se non sono pochi quelli che sperano di vedere David di nuovo in patria. Nel 2020 avrà 55 anni, forse un po’ troppi per la politica britannica (Cameron si è dimesso a 50 anni da compiere dopo 6 anni di governo; Tony Blair nel 1997 entrò a Downing Street a 44 anni per rimanercene 10). Ma Theresa May è diventata premier a 60, Gordon Brown a 56.

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.