Nuovo caso di antisemitismo nel sindacato studentesco britannico

Continua a soffiare il vento antisemita nei corridoi dei campus universitari del Regno Unito. Daniel Yahia, studente all’Università di Edimburgo e delegato per l’ateneo all’assemblea del sindacato nazionale studentesco (National Union of Students, NUS), è accusato di aver utilizzato un linguaggio antisemita sulla sua pagina Facebook. Yahia si è scagliato contro Nir Bitton, calciatore israeliano del Celtic, una squadra di calcio di Glasgow, definendolo «uno sporco ratto sionista». Un suo amico gli chiede, commentando il post, se Britton debba essere gassato. Risposta: «troppo buono per lui». Yahia ha poi descritto le sue affermazioni come «non razziste» e ha detto che la sua riposta al commento sulla necessità di asfissiare il calciatore è stata fraintesa: gassing nello slang di Belfast significa anche licenziare. Ma, precisa Yahia, ciò non significa che lo status non fosse «appropriato». E continua scrivendo che lui non ha problemi «con gli ebrei o gli israeliani, solo con i sionisti».

Yahia ha accusato gli indignati di coprire il governo israeliano paragonato alla Germania nazista: «Utilizzare l’antisemitismo come una risposta per nascondere i crimini del governo di Israele è disgustoso. Einstein una volta ha detto che avrebbe odiato vedere gli israeliani fare ai palestinesi quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei, e questo è successo».

Student Rights, organizzazione britannica che studia i fenomeni d’odio e violenza nei campus universitari del paese, ha rilevato la scorsa settimana due esempi di materiale pubblicato sulle pagine Facebook di associazioni studentesche del Regno Unito che sostengono l’idea del complotto sionista mondiale. Un post condiviso sulla pagina del Palestine Solidarietà Group dell’Università di Leeds dice che «il governo britannico è controllato dai sionisti». Un altro, comparso sulla pagina Global South Solidarity Society dell’Universitità del Middlesex, recita: i presidenti degli Stati Uniti «obbediscono alla volontà dei loro capi sionisti». A marzo un documento di Student Rights ha riscontrato la diffusione del linguaggio antisemita sui social media studenteschi dove sono frequenti messaggi che accusano i politici britannici di essere «a libro paga ebraico», gli ebrei di controllare la maggioranza dei media occidentali ed Israele di trafficare illegalmente organi umani.

Del NUS mi ero già occupato qualche tempo fa quando Malia Bouattia è stata eletta presidente. Dallo scorso aprile sette milioni di studenti sono  guidati da una donna che ha bloccato i tentativi di condannare lo Stato islamico, che ha attaccato le comunità ebraiche e ha inneggiato alla resistenza palestinese. Il mio articolo sul Foglio. Smettetela con il discorso antisemita, imparate dal successo degli ebrei è invece il messaggio di un editoriale comparso su un giornale saudita e tradotto in inglese dal MEMRI.

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.