Jeremy Corbyn e Owen Smith: i due candidati laburisti a confronto

Il Labour inizia oggi l’invio delle schede elettorali per scegliere il suo prossimo leader. Vi ripropongo qui di seguito il confronto tra i due candidati pubblicato nell’edizione weekend di sabato 20 agosto della newsletter.

Dopo due mesi di lotte intestine scoppiate in seguito alle accuse dei deputati laburisti al loro leader per la sua inadeguatezza e scarsa capacità di coinvolgere l’elettorato di riferimento – tradizionalmente europeista – a votare per il Remain, siamo arrivati alle quattro settimane decisive per la leadership futura del Labour. Con il ritiro della candidatura di Angela Eagle, membro del gruppo che ha tentato il golpe interno contro il segretario, sono rimasti in corsa l’uscente Jeremy Corbyn e lo sfidante Owen Smith. Due profili diversi: Corbyn ha lasciato la scuola dopo un rapporto difficile e ricco di insufficienze per fare il volontario in Giamaica e poi tuffarsi nel mondo dei sindacati, Smith ha studiato Storia all’Università del Sussex – uno degli istituti più prestigiosi del Regno Unito – per dedicarsi successivamente all’attività di lobbista per un colosso farmaceutico.

Prima di Westminster.

Jeremy Corbyn, 67 anni, è nato Chippenham, nella contea di Wiltshire, un feudo rurale dei conservatori. Primo di quattro figli di una maestra di matematica ed un ingegnere elettrico incontratisi negli anni Trenta, in piena Guerra civile spagnola, durante un raduno incontro a sostegno dei repubblicani spagnoli. Ha lasciato la scuola a 18 anni: il suo interesse per l’educazione scemava tanto quanto cresce quello per la politica. Ha fatto parte del partito laburista locale, dei giovani socialisti, della Lega contro gli sport crudeli e della campagna per il disarmo nucleare. Lasciata la scuola, Corbyn ha lavorato per breve tempo come reporter per un giornale locale dello Shropshire. Ha poi trascorso due anni di volontario all’estero, in Giamaica e tornato in patria si è dedicato ai sindacati portando con sé le sue idee di sinistra radicale e “girotondina”.

Owen Smith, 46 anni, è nato nel Lancashire, a nord dell’Inghilterra, ma è cresciuto nel Galles del Sud. Il padre è il professor Dai Smith, famoso storico gallese, collaboratore di BBC Wales ed ex presidente dell’Arts Council of Wales. Scelse la politica all’età di 16 anni: spesso ha sottolineato in campagna elettorale che la sveglia politica per lui fu lo sciopero dei minatori del 1984, quando aveva 14 anni. Ha poi studiato storia e francese presso l’Università del Sussex. Dopo l’università, è entrato in BBC Wales come produttore radiofonico nel 1992, l’anno in cui il padre è stato nominato direttore e responsabile dei programmi dell’emittente. In dieci anni è entrato nel giro che conta, fino ad essere descritto come un membro della “Taffia”, ossia dell’establishment politico e mediatico gallese. Successivamente, per tre anni è stato consulente politico salvo poi lasciare quel mondo per diventare il capo delle relazioni istituzionali del colosso farmaceutica Pfizer.

La vita politica.

Jeremy Corbyn è stato eletto al Parlamento nel 1983 per rappresentare Islington Nord, dove viveva e dove gode tutt’oggi di ottima reputazione. Si tratta di un seggio laburista da metà degli anni Trenta, a parte una breve parentesi social-democratica. Un seggio che non è mai stato in discussione negli ultimi 33 anni. Corbyn si è fatto riconoscere nelle retrovie di Westminster per la sua vena ribelle, spesso in contrasto anche con il governo laburista ai tempi di Tony Blair e Gordon Brown. Ha sostenuto United Ireland, il movimento anti-apartheid, la campagna di solidarietà palestinese, il movimento per i diritti dei gay, ha presieduto la commissione Stop the War ed è stato membro del Socialist Campaign Group.

Owen Smith è diventato deputato laburista per Pontypridd nel 2010, vincendo un seggio ritenuto alquanto sicuro con una maggioranza ristretta. Un seggio precedentemente occupato da Kim Howells, un amico di Dai Smith e uomo impegnato in posizioni ministeriali nei governi Blair e Brown. Nel maggio 2012, l’ex leader laburista Ed Miliband lo ha nominato Segretario di Stato Ombra per il Galles. Tre anni più tardi, sotto il nuovo governo ombra di Corbyn, si è spostato a lavoro e pensioni.

I primi scontri.

Il 4 agosto a Cardiff si è tenuto il primo dei dibattiti previsti tra i candidati. Qui trovate i video passati e le dirette future. Newstatesman ha commentato il primo incontro annotando quattro punti che rendono perfettamente l’idea della situazione.

  1. Il pubblico è cambiato. L’atmosfera era tesa, a tratti ostile. Dai fischi contro Smith quando ha parlato di unità del partito alle grida di scherno quando ha discusso d antisemitismo (tema scottante per il Labour), una cosa è chiara: l’elettorato laburista attivo ha preso una deriva populista.
  2. Il Labour ha un sacco di panni sporchi da lavare. Dalle accuse rivolte a Corbyn di incertezza sulla Brexit fino alle frecciate di Smith in merito alle proposte del leader di farsi da parte in cambio di un ruolo di peso nel partito, nel Labour ci sono troppe questioni irrisolte, troppe inimicizie che rischiano di risolversi pubblicamente con i danni che tutti possiamo immaginare nei sondaggi.
  3. Sarà dura per lo sfidante. Il “Progetto paura” non funzionerà per Smith. Non deve convincere gli elettori che delle mancanze del partito, deve convincerli della sua forza come leader. Serve il “Progetto speranza” verso il cambiamento.
  4. Se la metti in ideologia contro praticità, vince l’ideologia. Corbyn è tutto ideologico, come lo è stato nel 2015, quando vinse. Gli chiedono di economia? Parla di povertà. Di sicurezza? Lui parla di giustizia. Di possibilità di vincere per il partito? Lui parla di unità. Tutto in un grande calderone ideologico-populista. Smith, invece, punta sulla competenza e sull’esperienza e vuole convincere gli elettori che le sue idee non sono poi così differenti da quelle Corbyn ma che lui, a differenza di Jeremy, le può mettere in pratica. Tutto sintetizzabile in questa affermazione: «Siamo un governo laburista in attesa, non un movimento di protesta».

I sondaggi.

L’ultima rilevazione di BMG per Evening Standard rivela un evidente divario tra l’elettorato britannico che pensa che Jeremy Corbyn debba essere sostituito dallo sfidante Owen Smith e gli attivista del Labour che sostengono in larga maggioranza Corbyn su Smith. Poche domande e risposte per un’efficace sintesi.

Chiedendo all’elettorato britannico.

  • Chi sarebbe il miglior leader? Owen Smith in vantaggio, 58% al 42%.
  • Chi sarebbe il miglior premier? Ancora Smith in vantaggio, 62% al 38%.

Chiedendo agli elettori laburisti del 2015 e agli attivisti cambia tutto.

  • Chi sarebbe il miglior leader? Jeremy Corbyn (52% a 48% tra gli elettori 2015, 66% a 34% tra gli attivisti)
  • Chi sarebbe il miglior primo ministro? Jeremy Corbyn (51% a 49% tra gli elettori 2015, 63% a 37% tra gli attivisti.

Infine, è interessante notare come per coloro che hanno votato Labour nel 2015 ma non hanno intenzione di votare laburista alle prossime elezioni generali Owen Smith sarebbe un miglior leader (75% a 25%) ed un miglior primo ministro (72% a 28%).

Che cosa significa tutto questo? Significa che il Labour si sta spostando sempre più a sinistra lasciando indietro un elettorato deluso dalla sua deriva. Un elettorato corteggiato dai conservatori ma anche dai liberal-democratici, che hanno così un’occasione ghiottissima per riscattarsi dopo le recenti batoste elettorali.

Leggi la guida di Fumo di Londra alla scelta del leader laburista: chi è in corsa, come si vota, quote e scenari.

CC BY-ND 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivatives 4.0 International License.

Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.