Un afro a Trafalgar Square e l’Occidente in un’a(r)ringa

Lo avrete incontrato tutti nella vostra vita uno di quegli strani figuri che nel bel mezzo di una piazza mette in mostra la sua oratoria. Beh, a noi è capito a Londra, nel centro della città, esattamente a Trafalgar Square: un uomo che con Bibbia in mano, toni forti e duri, attaccava la viltà dell’Occidente senza Dio. Subito abbiamo pensato fosse un pazzo, l’abbiamo sottovalutato. A parte una retorica che metterebbe in difficoltà anche Barack Obama, ad un certo punto abbiamo anche pensato: «Sai che c’è? You know what? Quell’uomo non ha tutti i torti». Con il passare dei secondi quell’afroamericano da pazzo è diventato nella nostra mente un semplice esaltato, convinto delle sue idee e del suo credo come ne esistono milioni, miliardi nel mondo.

Ci ha convinto in un preciso istante: esattamente quando si è messo a parlare di Islam, di come in quella religione un uomo che sposa una ragazzina di 12 anni è un figo, non è pedofilo. E ci ha convinto anche quando, poco dopo, ha chiesto al suo pubblico (20/30 persone: chi seduto per stanchezza, chi per interesse sulla scalinata della National Gallery): «Ed i cristiani che cosa fanno? Chi crede si fa uccidere in Medioriente da questi pedofili. E gli altri?». Che cos’ha risposto la platea? Nulla, l’uomo ha continuato come se nulla fosse nella sua arringa, come se la risposta non gli importasse, o forse come se non ci fosse.

L’aringa sotto sale ha rappresentato in passato un cibo povero nel centro-Italia. Cibo povero e bistratto. Come l’Occidente che, in ritira, lascia in bocca quella sensazione che si prova dopo aver bevuto acqua salata.

Foto di, viaggio con, grazie come sempre a… Chiara Malfatto.

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.