Che cosa sta accadendo tra gli indipendentisti dello UKIP

Sta meglio l’eurodeputato britannico Steven Woolfe mentre un’inchiesta del Parlamento europeo e del suo partito, l’indipendentista Ukip, cercherà di fare luce sulle dinamiche della rissa che hanno portato al suo ricovero in ospedale. Il fatto è accaduto giovedì pomeriggio al Parlamento Europeo a Strasburgo: uno scontro (il partito ha parlato di “altercation”) tra lui ed il collega di partito Mike Hookem che lo avrebbe preso a pugni. “Non sarebbe dovuto accadere. Ci fa sembrare dei parlamenti del terzo mondo, dove accadono questo genere di cose, non va bene”, ha detto Nigel Farage, l’ex leader del partito.

Ecco la foto dello svenimento  di Woolfe, avvenuto dopo qualche ora dallo scontro.

Hookem ha detto che si è trattato di uno scontro, una zuffa tra i due. Woolfe ha offerto la sua mano in segno di pacificazione per riunire il partito, piombato nel caos dopo la Brexit. Tutto sembra nato dalle voci che davano Woolfe vicino ad accasarsi con i conservatori.

Ma già prima del 23 giugno erano iniziati i problemi: la campagna dello UKIP a sostegno dell’uscita (Grassroots Out) aveva perso la corsa per diventare la campagna ufficiale e beneficiare dei fondi pubblici e della copertura mediatica contro Vote Leave, vicina ai conservatori e più “aperta” (ne cui facevano parte anche esponenti laburisti). Ma dopo il voto è diventato sempre più chiaro che lo UKIP, senza un’altra battaglia o una ristrutturazione, è destinato al disordine: la Brexit è stata la battaglia di un partito one-issue, con un solo scopo, e ripartire è difficile. L’ex consulente di Nigel Farage, Alexandra Phillips, ha scritto sul Guardian che solo il fallimento della Brexit potrebbe dare nuova vita al partito.

Mancano valori, battaglie, ideali condivisi ora in un partito tenuto assieme, cresciuto e arrivato ad importanti percentuali di consenso grazie all’euroscetticismo, suo unico collante. Questa settimana, dopo 18 giorni dall’incarico, il nuovo leader Diane James ha rassegnato le dimissioni da segretario. In corsa per la sostituzione ci sono lo stesso Woolfe, che ha ricevuto il beneplacito di Farage, e l’ex capo dello staff di Farage ed attuale direttore del sito di ultra-destra Breitbart UK, Raheem Kassam.

Arron Banks, uno dei maggiori donatori dello UKIP, ha minacciato di ritirare il suo sostegno dal partito. Alexandra Phillips ha detto che il partito è “diventato una pentola a pressione che presto esploderà”, profetizzando la fine dello UKIP entro un anno. Dopo Brexit lo UKIP puntava a diventare una forza politica seria e responsabile per rubare voti nel nord del paese al Labour in difficoltà ma dopo le scazzottate tutto questo, ha scritto il Times, sembra assai inverosimile.

Ecco la vignetta di Red Box del Times di venerdì mattina che riprende la foto di cui sopra: “Nuovi minimi di credibilità”, con un Nigel Farage che controlla lo stato di salute di uno UKIP tramortito, quantomeno.

 

Immagine di copertina © Philip Toscano/PA Wire

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.