I primi 100 giorni di Theresa

Non c’è alcun dubbio: Brexit è il tema che definirà una generazione di britannica, il futuro del paese ma anche come May sarà ricordata sui libri di storia. Theresa May faceva parte del fronte per il Remain, seppur in maniera assai critica, ed è stata chiamata a guidare il paese nel momento del Leave. “Brexit means Brexit”, ha detto all’insediamento al numero 10 di Downing Street. Ma come verrà gestita l’uscita? Ancora non è chiaro. A marzo inizieranno ufficialmente le trattative, mentre la Gran Bretagna e le istituzioni europee in queste settimane stanno assumendo negoziatori in grande quantità. Hard Brexit o soft Brexit? Mercato unico sì o no? Ecco, dicevamo dei negoziatori… Starà tutto a loro e alla volontà delle capitali dell’Unione Europea, oggi più che mai vero cuore del processo decisionale della comunità. All’interno degli stessi conservatori c’è chi tira da una parte e chi dall’altra, chi è convinto che senza legami con l’UE la Gran Bretagna potrà finalmente riacquistare il suo prestigio a livello mondiale e chi pensa che il mercato europeo debba rimanere centrale per l’economica britannica. Il processo di uscita durerà anni e prevedere il futuro è cosa da maghi, non certo da giornalisti o economisti. Sì, avete letto bene, anche gli economisti: per dirla con il grande Sergio Ricossa, «l’economista non farebbe l’economista, ma vivrebbe di rendita, se conoscesse l’arte di prevedere».

Se a dividere è la Brexit, ad unire è la politica estera. Hollande, Merkel e May sono convintamente assieme sulla Siria. Il presidente francese ed il primo ministro britannico hanno trovato una linea comune, rotta in Europa dal premier italiano Matteo Renzi, per nuove pressioni e sanzioni alla Russia per le atrocità russe ad Aleppo ed in tutta la Siria.
In questi 100 giorni in molti hanno chiesto un secondo referendum sui rapporti con l’UE, referendum più volte respinto dal primo ministro e dal governo. In molti hanno invocato un voto parlamentare al quale Theresa May ha aperto seppur con cautela (ne abbiamo parlato la scorsa settimana). E ancora: in molti ora fanno pressioni per un ritorno alle urne. C’è chi spera, come sembra dai sondaggi, di fare un favore ai conservatori e chi punta ad una coalizione trans-partitica che possa contenere la Brexit. Scenari possibili ma difficilmente realizzabili: sarebbe come dire agli elettori che hanno votato male e la politica deve verificare, o peggio mettere mano ai loro errori. Sarebbe una scelta quantomeno azzardata in un periodo di grande fermento su scala mondiale contro le élite.

Vincitori e vintiPolitico fa la classifica di chi ha vinto e chi ha perso nei primi 100 giorni di Theresa May al potere. Scorrendo l’articolo troviamo tra i vincitori

  • gli euroscettici, ovviamente;
  • la classe operaia, ritornata centrale nelle politiche ma anche nei discorsi e nella nascitura dottrina del primo ministro;
  • gli avvocati ed i lobbisti che dovranno gestire il periodo di transizione;
  • i liberal-democratici che hanno l’occasione per tornare in auge a causa della crisi del Labour e della necessità di trovare qualcuno che rappresenti quel famoso 48% che ha votato Remain.
  • Nicola Sturgeon, il primo ministro scozzese, che ha trovato nuove forze per la sua azione politica e per chiedere un secondo referendum sull’indipendenza dopo che la maggioranza nel suo paese ha votato per il Remain.
Tra i vinti ci sono, invece
  • il 48% del Remain;
  • la sterlina, in calo del 17% dal voto del 23 giugno scorso;
  • il Tesoro, che ha perso la centralità politica che aveva sotto il cancelliere Osborne che professava l’austerità;
  • le grande aziende che temono l’uscita;
  • l’ex premier David Cameron che ha perso la sua battaglia campale;
  • il Labour, diviso sulla leadership di Jeremy Corbyn e rimasto travolto dall’ondata Leave;
  • lo Ukip, come detto allo sbaraglio senza un leader e dopo aver conquistato il suo unico obiettivo;
  • i migranti;
  • il sistema sanitario nazionale che nonostante le promesse del fronte per l’uscita non riceverà 350 milioni di sterline in più alla settimana.

Extra/1, gallery: Theresa May e la passione per le scarpe: dagli «smack» alle punte «maculate». Sul Corriere della Sera.

Extra/2, tavola rotonda. Il Guardian ha organizzato un interessante girotondo d’opinioni sul futuro del premier e del paese.

Extra/3, 100 giorni di storia. La BBC mette in fila i “primi 100 giorni” degli ultimi primi ministri.

Immagine di copertina: London Evening Standard

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.