Carter, Bushes, Clinton, Obama: nessuno con Trump

Che cos’hanno in comune i cinque presidenti statunitensi in vita? Nessuno di loro sostiene Donald Trump in questa corsa alla Casa Bianca. Per dirla con Hillary Clinton, nessuno di loro pensa che il candidato repubblicano abbia ciò che serve per diventare presidente.

Mi direte che il democratico Jimmy Carter è alla frutta, secca. Mi direte che l’altro democratico Bill Clinton voterà Hillary perché è la moglie, cornuta. Ma anche perché c’è quella promessa di Madonna che lo ha convinto. Mi direte che il repubblicano George H. W. Bush è un vecchio rincoglionito a cui non rimane che buttarsi dal paracadute, che ha tradito il reaganismo e le sue cazzate le ha fatte pure lui. Ma il figlio, il repubblicano George W. Bush non era il vostro eroe dopo avere portato il vessillo democratico dell’America e dell’Occidente in giro per il mondo?

Cari repubblicani, liberali, conservatori, addirittura neo-conservatori che ora sembrate delle groupie di The Donald, che a volte rimpiangete Saddam e Gheddafi, rinnegate l’Iraq e l’Afghanistan, flirtate con Putin, che cosa vi è successo? Le vittorie in Medioriente con l’abbattimento dei regimi totalitari erano le vostre medaglie bushiane, Putin era il nemico – un ex agente del KGB! -. Ora chiudete gli occhi davanti ai rapporti tra il vostro biondo principe azzurro e la Russia, tra i vertici del suo staff e lo zar Vladimir. Dite che tutte le accuse a Trump arrivano dai media liberal, di sinistra, anti-Trump. Peccato che l’ultima rivelazione circa i finanziamenti esteri – illegali e vietati dalla legge – che un comitato della campagna di The Donald avrebbe preso da un funzionario cinese sia firmato dal Telegraph, giornale britannico vicino ai conservatori. Hillary non vi piace, ok. Ma un minimo di coerenza sarebbe gradita: attaccate i no-global e ora state con chi professa il protezionismo, chiedete agli Stati Uniti di intervenire a difesa dell’Occidente e spalleggiate chi promette il ritiro degli USA dallo scenario globale. Saluti e tanti auguri.

Ah, dimenticavo. Marco Rubio, ‘tacci tua! Con te ci vediamo tra quattro anni, si spera!

Foto di copertina © DonkeyHotey

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.