L’antisemitismo entra alla Camera dei Lord

Alla Camera dei Lord si è tenuta martedì una conferenza del Palestinian Return Centre per lanciare la Balfour Apology Campaign, in vista dell’anno prossimo, quando cadrà il centenario della dichiarazione britannica in cui si afferma quanto segue: «Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico». Presieduto dall’ex parlamentare e baronessa Jenny Tonge, l’incontro ha lanciato la campagna per far pressione sul governo di Londra affinché chieda scusa al popolo palestinese per quella dichiarazione. Un suggerimento che il governo dell’ex premier Cameron ha più volte respinto al mittente. Tra gli applausi, una persona è intervenuta all’evento dicendo che «se uno è antisemita, è colpa degli israeliani»; un altro ha sostenuto che l’Olocausto ha «giustificato il sionismo» e che gli ebrei ne sono responsabili. Come racconta l’attivista David Collier, dalla demonizzazione di Israele si è passati in poco tempo ai paragoni tra Israele e l’Isis.

Dopo le proteste di alcuni membri del Partito Liberal-democratico, Tonge, già in passato al centro di polemiche per alcune sue posizioni Israele (come quando paragonò Gaza al ghetto di Varsavia) è stata sospesa. Poco ore dopo ha annunciato le sue dimissioni dal partito scrivendo su Facebook quanto segue: «Finalmente non devo più sentirmi dire quello che devo e non devo dire sulla questione palestinese per timore di offendere la lobby israeliana, che ama controllarci, come fa negli Stati Uniti. Stanno cercando di distruggere il partito laburista con accuse pretestuose di antisemitismo e ora hanno messo gli occhi sui LibDem». Come il leader laburista Corbyn ed i suoi, anche Tonge, che pensò di iscriversi al Labour dopo la conquista della leadership da parte del socialista Jeremy, è convinta che il mondo occidentale, politica e media in particolare, siano sotto il controllo del sionismo. Tonge ha respinto tutte le accuse dicendo di non «essere mai stata antisemita». Ma come ha dichiarato Jennifer Gerber, direttore di Labour Friends of Israel, «il silenzio di fronte a tali orrori equivale ad un tacito sostegno».

 

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.