Il governo britannico non si pente della Libia

Il governo britannico ha respinto le critiche per il suo intervento in Libia sostenendo il suo coinvolgimento ha salvato i civili dal dittatore Gheddafi ed in questo momento lo Stato islamico è in netto arretramento e in grandi difficoltà nel paese. Le osservazioni del governo arrivano in risposta ad un rapporto pubblicato a settembre in cui la Commissione Affari Esteri del Parlamento dava una dura valutazione sull’intervento anglo-francese del 2011. Il documento accusa il governo Cameron di non aver preso preso in considerazione l’intero quadro e di aver considerato in maniera selettiva le minacce del dittatore Muammar Gheddafi per giustificare l’intervento che ha portato alla caduto del Colonnello ma anche all’avanzata dell’Isis in terra libica. Il governo di Londra ha sostenuto che le operazioni condotte allora hanno «senza dubbio» salvato molti civili. «Gheddafi era imprevedibile e aveva mezzi e ragioni per che portare avanti le sue minacce. Le sue azioni non potevano essere ignorate e richiedevano un’azione internazionale decisa e collettiva», ha ribattuto il governo nella sua risposta scritta.

Il regime-change allora funzionò per metà. Gheddafi fu rovesciato ma la coalizione occidentale non riuscì a costruire solide basi per la democratizzazione dell’area. «Il nostro obiettivo è sempre stato chiaro: proteggere i civili e promuovere la stabilità in Libia», ha detto il governo. La Commissione a settembre ha sostenuto che Cameron ed i suoi avrebbe dovuto prevedere i rischi legati all’estremismo nell’area che ha portato alla nascita dello Stato islamico nei territorio che furono guidati dal Colonnello. Difendendo la decisione di allora, il governo May ha dichiarato che la stragrande maggioranza delle persone che si opponevano a Gheddafi non è direttamente collegata all’estremismo. E l’arretramento dell’Isis in Libia ne è una la controprova, secondo Londra.

Gheddafi “teneva a bada” un paese di 140 tribù, uno Stato non tradizionale in cui è più forte la lealtà al clan rispetto all’identità nazionale. Gheddafi “teneva a bada” le coste libiche dalle quali partono i barconi della speranza. Forse Gheddafi era anche utile, cinicamente utile. Ma era un dittatore, uno stuprato, un violentatore, un sostenitore del terrorismo.Per scoprire qualcosa di più sul dittatore libico consiglio tre libri.

  1. «Le prede: Nell’harem di Gheddafi» della giornalista francese del Monde Annick Cojean
  2. «The return» di Hisham Matar che racconta la ricerca del padre fatto sparire dal dittatore.
  3. «I segreti di Bologna» di Valerio Cutonilli e Rosario Priore per scoprire le vendetta del Raìs negli anni delle stragi italiane.

CC BY-ND 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivatives 4.0 International License.

Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.