Oggi si vota a Richmond Park: una guida rapida

Oggi nel collegio elettorale londinese di Richmond Park si terranno le by-election, le elezioni speciali convocate per riempire un seggio diventato vacante.

Come siamo arrivati a questo punto? A fine ottobre Theresa May ha reso nota la decisione del governo circa l’espansione di uno degli aeroporti della capitale. Dando ascolto ad una commissione di esperti al lavoro da tre anni, Downing street ha stabilito che ad allargarsi sarà l’aeroporto di Heathrow (il più vicino alla cuore della City ed il più importante del paese, d’Europa e anche del mondo), grazie ad una nuova pista (la terza). A soccombere è stato l’aeroporto rivale di Gatwick.

Chi è il favorito? L’annuncio ha spaccato il governo e unito gli ultimi sindaci di Londra ed un ex aspirante tale. L’ex primo cittadino conservatore Boris Johnson, ora al Foreign Office, il suo successore laburista Sadiq Khan e lo sfidante conservatore di quest’ultimo Zac Goldsmith hanno attaccato la scelta del governo: di «decisione sbagliata» con un impatto «devastante» per l’ambiente ha parlato Khan, mentre Johnson ha definito la proposta «irrealizzabile» salvo voler far diventare Londra la «città degli aerei». Goldsmith ha parlato di una «catastrofe» e si è dimesso da parlamentare del seggio di Richmond Park, non lontano dalla pista di atterraggio e decollo di Heathrow. Si è ricandidata da indipendente (vuole prendere le distanze dai conservatori al governo che hanno preso la decisione sugli aeroporti) e punta tutto su una carta: stop a Heathrow per evitare altro rumore ed inquinamento ai suoi elettori. Può farcela: con lui ci sono sia il Partito conservatore che lo Ukip.

Chi sono gli sfidanti? Ad affrontare Goldsmith ci sono i liberaldemocratici che schierano la semi-sconosciuta Sarah Olney e sperano di trasformare il voto in una mozione sulla Brexit. Anche loro si oppongono alla terza pista ma, a differenza di Goldsmith, erano per il Remain, in un’area che ha votato massicciamente per la permanenza. In pista c’è anche Christian Wolmar, 67enne candidato laburista, giornalista ed esperto di trasporti, contrario alla Brexit e sfidante di Khan per la candidatura a sindaco di Londra (è stato eliminato al secondo turno di cinque con un misero 5% di voti). Ci sono altri candidati ma di poco conto, suvvia.

Che cosa si dice in giro? C’è un solo sondaggio, di oltre un mese fa per giunta. Il 28 ottobre la rilevazione BMG diceva così:

  • Zac Goldsmith 56%
  • Sarah Olney/Lib Dems 29%
  • Labour 10%
  • altri 5%.

Perché il Labour rischia (di nuovo)? Secondo John Rentoul, editorialista dell’Independent, siamo arrivati al momento in cui scopriremo quanto sono forti i Remainers. Citando alcuni precedenti, Rentoul sottolinea l’attivismo dei liberal-democratici nelle ultime settimane, la liquidità delle opinioni durante le by-election e la bassa affluenza: secondo lui Sarah Olney può farcela. Ma – ed è un “ma” enorme che pesa sul Partito laburista di Corbyn.

Se Goldsmith dovesse vincere, ho il sospetto che la sua maggioranza sarebbeinferiore ai voti conquistati dal Labour. Ciò riaprirebbe la polemica alimentata da alcuni deputati laburisti, incluso Clive Lewis le cui opinioni sono simili a quelle di Jeremy Corbyn, che hanno invitato il Labour a farsi da parte per massimizzare le possibilità di sconfiggere Goldsmith. Ma Corbyn ha rifiutato di seguire l’esempio di Ukip, che si è fatto da parte ed ha sostenuto Goldsmith, e Verdi (anche loro profondamente divisi sulla questione), che si sono fatti da parte e sostenuto Olney.

Solo se gli elettori la percepiranno come una battaglia contro Brexit la candidata lib-dem ha possibilità. Altrimenti non le potrebbe rimanere altro che accusare Corbyn, in passato grande euroscettico ed al centro di speculazioni durante la campagna referendaria circa la sua posizione non chiara in un partito tradizionalmente europeista come il Labour.

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.