Nella mente del leader della destra olandese

Come ben scrive Stefano Magni su LaNuovaBq, «la battaglia pro e contro il politically correct si combatte soprattutto sul linguaggio». Il leader della destra olandese Geert Wilders è stato infatti condannato per incitamento alla discriminazione da un tribunale di Schipol. Il capo del Partito per la libertà, favorito alle elezioni del prossimo marzo, è stato invece assolto per insufficienza di prove dalla più grave accusa di istigazione all’odio razziale. Come racconta Repubblica, il processo era partito in seguito alle oltre seimila denunce presentate da musulmani residenti in Olanda, per un comizio tenuto all’Aja nel 2014 dopo le elezioni amministrative, durante il quale Wilders chiese alla folla se volessero “meno marocchini nella loro città e in Olanda”. Il presidente del tribunale, Hendrik Steenhuis, ha spiegato che le dichiarazioni di Wilders furono “avvilenti e offensive” nei confronti dei marocchini residenti in Olanda, ma non gli ha inflitto neppure la multa da 5.000 euro che era stata sollecitata dal pm in quanto per un deputato eletto dal popolo la condanna penale è già una punizione sufficiente. “La libertà di espressione può essere limitata”, ha dichiarato Steenhuis rispondendo alle critiche di Wilders, “per esempio per proteggere i diritti e le libertà degli altri, come in questo caso”.

Ecco la reazione di Wilders in video: «Ho un messaggio per i giudici che mi hanno condannato: avete limitato la libertà di espressione di milioni di olandesi, nessuno vi crede più». E ancora: «Fortunatamente la verità e la libertà sono più forti di voi, e anche io. Non resterò mai in silenzio e voi non potrete fermarmi. I marocchini non sono una razza e chi li critica non è razzista. Io non sono razzista, né i miei elettori lo sono. Questa sentenza prova che voi giudici siete completamente fuori dalla realtà».

Ed ecco che cosa mi ha detto il suo ideologo di riferimento a settembre, durante un ottimo pranzo sui canali di Amsterdam, per Libero (intervista pubblicata il 19 settembre scorso).
La Ue è un impero, un progetto assemblato con la forza che ha come principale scopo espandersi all’interno ,nella vita dei singoli Stati, ed all’estero, alla ricerca di nuovi territori.E dall’idea di impero discende un altro concetto, quello di guerra: l’Unione europea si basa su una volontà che era comune anche al nazismo e al fascismo. La Ue ha sempre garantito la pace in cambio di cessioni la pace in cambio di cessioni di democrazia, sovranità, trasparenza. Ma a causare guerre sono i progetti imperialistici che pretendono di unire popolo in una stessa struttura.E come ogni impero degno in tale nome,anche la Ue ha bisogno di un nemico contro cui muovere una guerra anche solo economica,per mostrare i suoi muscoli, ma anche per mobilitare le masse:in questo periodo è stata scelta la  Russia.
Il mio sentimento anti-Ue nasce dalle velleità imperialistiche di un progetto che i cittadini da esso interessati non condivido ma che semplicemente subiscono.Nasce da un crescente mancanza di democrazia e dal parallelamente crescente bisogno di riprendere il controllo del proprio Paese.E la Brexit è stato questo.E così sarà per tutti l’Olanda ,che inizieranno a lasciare l’Ue e al suo destino .Non si può unire ciò che unito non vuole essere: avere ceduto su certi temi ha indebolito gli Stati nazionali rafforzando sempre piu una costruzione non democratica come l’Unione europea.Senza controllo delle nostre monete,dei tassi di interesse ma anche confini non saremo piu in grado di garantire la  sicurezza ,la democrazia e la libertà nei nostri Paesi.Bruxelles ha invaso le nostre vite senza che noi glielo permettessimo.Ci ha imposto regolamenti,leggi, tasse.una moneta senza il nostro consenso e governi comunitari non direttamente eletti hanno creato un livello sovranazionale di legislazione che supera quello degli Stati.
La Brexit è l’inizio della fine dell’Unione Europea condannata a fallire.Gradualmente  diventerà sempre piu marginale come regime centralizzatore e torneremo ad avere Stati democratici sul modello svizzero.Stati capaci di cooperare fra di loro nella loro diversità, di vigilare sui propri confini e di respirare grazie al ritorno delle monete nazionali e al controllo dei tassi d’interesse.Il nazionalismo è la forza che porta alla democrazia,una forza unificatrice spaventa Bruxelles ed il suo progetto imperialistico.

CC BY-ND 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivatives 4.0 International License.

Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.