George Osborne contro i timori dell’interventismo e le sue conseguenze

L’ex cancelliere britannico George Osborne è intervenuto ieri pomeriggio alla Camera dei Comuni per parlare della tragedia in atto nella Aleppo sotto le violenze del regime siriano. Ha detto ai suoi colleghi parlamentari che condividono una parte della responsabilità per quei terribili eventi in Siria. Perché la situazione ad Aleppo è figlia del «vuoto di leadership occidentale e britannica». Il Parlamento, ha continua Osborne, ha aiutato uno «stato terrorista» quando nel 2013 ha votato contro l’intervento militare contro il regime dittatoriale di Assad.

Una lunga guerra civile che dura dal 2011 che l’Occidente avrebbe dovuto prevedere ed evitare. Come scrive Noah Rothman su Commentary, «un conflitto in cui sono state uccise centinaia di migliaia di persone mentre il mondo osservava, si mordeva le mani, e alla fine ha cambiato canale. I rimpianti di Barack Obama saranno monumentali ma il suo dolore sarà anche il nostro. Mentre i sempre più insicuri Stati Uniti si ritirano dai loro obblighi mondiale, questo è stato un assaggio del futuro post-americano». Rothman non risparmia accuse al presidente eletto Donald Trump, accusato di essere troppo incline al dialogo con il collega russo Vladimir Putin tanto da tacere su Aleppo: «Le elezioni hanno conseguenze, e questo è il mondo per cui gli americani hanno votato».

Solo ora forse, secondo Osborne, «stiamo cominciando a capire prezzo del non intervento: decine di migliaia di morti, milioni di sfollati ed «uno stato terrorista che cresce». L’ex cancelliere del governo Cameron ha chiuso il suo intervento con un monito al parlamento, al paese e all’Occidente: «Cerchiamo di essere chiari ora: se non cambiamo il mondo, sarà lui a cambiare noi».

Ecco il suo intervento. Guardate, ascoltatelo, comprendetelo. Parla di voi, parla di noi.

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.