Il 2016 che è stato, il 2017 che sarà per il Regno Unito

Intanto ripercorriamo il 2016 che è stato.

  • 10 gennaio 2016. Muore David Bowie. Sette modi per cambiare la nostra vita seguendo la luce emessa da un gigante del pop, secondo Gianluigi Ricuperati su Studio.
  • 20 febbraio 2016. Il premier britannico David Cameron annuncia che si trarrà un referendum sui rapporti tra Unione Europea e Gran Bretagna.
  • 30 marzo 2016. Il colosso indiano della siderurgia Tata Steel ha comunicato la volontà di vendere le sue attività nel Regno Unito mettendo a rischio oltre 40 mila posti di lavoro. Il giorno dopo esce il mio primo articolo per Libero proprio su questo  tema (ripreso da Dagospia).
  • 7 aprile 2016. Inizia a scricchiola l’impero di David Cameron, primo ministro che nemmeno un anno prima aveva vinto le elezioni generali portando il suo Partito conservatore a guidare il paese in solitaria dopo 5 anni di governo di coalizione con i liberal-democratici: Cameron ammette che fino al 2010, anno in cui è stato eletto primo ministro, aveva avuto azioni per circa 38.000 euro in una società off shore gestita da suo padre. Seguono proteste di piazza e richieste di dimissioni.
  • 15 aprile 2016. Inizia ufficialmente la campagna referendaria con l’annuncio da parte della Commissione Elettorale delle due organizzazioni ufficiale per il Leave ed il Remain, rispettivamente Vote Leave e Britain Stronger in Europe. A distanza di qualche mese e con la Brexit vincente ho chiesto cos’ha funzionato, o meno, nelle due campagne a Matthew Elliott, CEO di Vote Leave.
  • 21 aprile 2016. La Regina Elisabetta II compie 90 anni. Le foto più belle della BBC.
  • 22 aprile 2016. Il pittore impressionista William Turner torna sulle banconote da 20 sterline, lo annuncia la Banca d’Inghilterra.
  • 2 maggio 2016. Il sogno Leicester dei record è realtà: la Premier League è sua.
  • 2 maggio 2016. Il laburista Sadiq Khan è il nuovo sindaco di Londra. Europeista, musulmano, pro-LGBT, succede al conservatore Boris Johnson.
  • 16 giugno 2016. Muore Jo Cox, deputata britannica uccisa da un nazionalista quando manca una settimana al voto referendario. Dove finisce il sangue sulla Brexit, di Paola Peduzzi.
  • 23 giugno 2016. Si vota e nasce Fumo di Londra (ecco la prima edizione). Le 101 ragioni per cui amiamo l’Inghilterra e tutti gli articoli da leggere prima del referundum sulla Brexit, secondo IL. Se mi lasci non vale, tutto ciò che c’è da sapere sul referendum, su Foglio.
  • 24 giugno 2016. C’è il risultato ufficiale: la Gran Bretagna vuole uscire dall’Unione Europea. Il Leave ha vinto con il 51.89% dei voti. David Cameron si dimetta da leader del partito e da primo ministro.
  • 26 giugno 2016. Inizia le proteste nel Partito laburista: i ribelli tramano contro il leader Jeremy Corbyn, in passato euroscettico, accusandolo di non aver schierato il Labour a difesa della causa europeista aprendo la strada alla vittoria del Leave. Due giorni dopo il partito sfiducia il leader a larghissima maggioranza (172 a 40).
  • 1 luglio 2016. Centenario dell’inizio della Battaglia della Somme.
  • 11 luglio 2016. Theresa May diventa leader dei conservatori e due giorni dopo si insedia come primo ministro britannico a Downing Street.
  • 24 luglio 2016. Il britannico Chris Froome vince il Tour de France.
  • 21 agosto 2016. TeamGB chiude le Olimpiadi di Rio piazzandosi seconda, dietro solamente agli Stati Uniti. Il successo britannico spiegato sul Foglio da Stefano Basilico.
  • 12 settembre 2016. L’ex premier David Cameron annuncia il ritiro dalla Camera dei Comuni.
  • 24 settembre 2016. Jeremy Corbyn resiste ai tentativi di spallate interne e viene riconfermato leader dei laburisti.
  • 2 ottobre 2016. In un discorso alla conferenza annuale del Partito conservatore a Birmingham, il primo ministro Theresa May annuncia che farà scattare l’articolo 50 del trattato di Lisbona dando il via alla Brexit entro la fine di marzo 2017.
  • 3 novembre 2016. L’Alta Corte britannica ha deciso che serve il voto del parlamento per avviare la Brexit.
  • 5 novembre 2016. Il tennista britannico Andy Murray diventa il primo giocatore britannico a conquistare la prima posizione nella classifica mondiale ATP.
  • 28 novembre 2016. Paul Nuttall viene eletto come nuovo leader del UKIP dopo alcune vicissitudini e battaglie interne.
  • 2 dicembre 2016. La candidata europeista dei liberal-democratici Sarah Olney conquista il seggio di Richmond Park sconfiggendo l’ex conservatore Zac Goldsmith, sostenitore della Brexit.
  • 25 dicembre 2016. Muore a 53 il cantante George Michael. La morte dell’ex cantante degli Wham porta a ragionare sull’equivoco di un decennio passato ingiustamente alla storia come il più futile del Novecento: gli anni Ottanta.
E proviamo a vedere che 2017 potrà essere.
  • Sarà l’anno della Brexit. A marzo ci sarà l’annuncio e capiremo di più su libertà di movimento ed adesione al mercato unico europeo. Intanto, la Regina si arrabbia con il premier May per i suoi silenzi sulla questione. Il governo è diviso al suo interno tra sostenitori dell’uscita dura e morbida. Ma l’accordo con l’UE peserà sul futuro del paese, del premier e dei conservatori al governo. Realizzare una “buona” Brexit, dicono molti commentatori, farebbe rientrare il nazionalismo dell’Ukip e garantirebbe una lunga permanenza dei conservatori al governo. La Brexit avrà effetti anche sull’unità del Regno con gli scozzesi sulle barricate per staccarsi e rimanere nell’UE.
  • Sarà l’anno degli anti-Brexit. Se vogliono evitare o almeno ammorbidire l’uscita gli europeisti devono unirsi. La riscossa dei liberal-democratici racconta dai sondaggi potrebbe far ben sperare. Il risultato  di Richmond Park ha regalato una speranza agli europeisti. Ma manca un leader: intanto Tony Blair è rientrato in campo dopo un’estate difficile.
  • Sarà l’anno in cui qualcuno vincerà la Premier League più bella di sempre.

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.