Cooperazione internazionale ed immigrazione dopo Brexit

Scrive il Sun che il Regno Unito è pronto a spingere verso un «modello in stile americano» per la cooperazione con l’Europol dopo Brexit. Il personale britannico potrebbe così rimanere all’interno dell’agenzia, nonostante il paese abbia deciso di lasciare l’Unione Europea. Il giornale cita fonti di Downing Street secondo cui il Regno Unito fornisce «molta esperienza e molti dati» all’Europol. I dirigenti citati parlano della  cooperazione contro il terrorismo come una priorità per Londra nei negoziati della Brexit.

Intanto, Theresa May si prepara ad usare la Brexit per fermare le richieste di benefit che arrivano dei migranti comunitari e rispettare una promessa contenuta nel manifesto del suo predecessore David Cameron. A rivelarlo è il Times: il governo starebbero studiando nuove vie per impedire ai migranti provenienti dall’Europa continentale di rivendicare crediti d’imposta e altri vantaggi professionali. Cameron aveva ottenuto un semplice compromesso temporaneo con l’UE lo scorso anno durante i negoziati che hanno preceduto il voto del 23 giugno scorso con i quali l’ex premier sperava di convincere i suoi cittadini a votare per il Remain. Ma quell’accordo è saltato dopo la vittoria del Leave. La nuova mossa vagliata dal governo May potrebbe rivelare fondamentale per respingere gli ultimi affondi anti-migranti dell’Ukip, ormai destinato a dar fastidio al Labour nelle sue roccaforti del nord.

CC BY-ND 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivatives 4.0 International License.

Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.