Panico tra i laburisti, speranze per gli indipendentisti

A dicembre si era dimesso Jamie Reed mettendo a rischio per il Labour il seggio di Copeland, pochi giorni fa è stato invece Tristram Hunt a decidere di lasciare il suo posto a Westminster, dove rappresentava la constituency di Stoke-on-Trent Central, tra i feudi laburisti nel nord-ovest dell’Inghilterra,  per diventare diventare direttore del Victoria and Albert Museum di Londra. Così il Partito laburista si trova a dover affrontare un’altra elezione in un suo collegio elettorale che lo scorso 23 giugno si è espresso massicciamente (69%) a sostegno della Brexit. Si tratta dello scenario perfetto per lo UKIP del nuovo leader Paul Nuttall, pronto a contendere al Labour i suoi feudi nel nord dell’Inghilterra schierando il partito indipendentista a difesa dei lavorati dimenticati dalla sinistra britannica eurofila.

Come fa notare sul Guardian Chris Hanretty, docente di politica alla University of East Anglia, «nel lungo termine, lo UKIP dovrà trovare una nuova ragion d’essere – ma nel breve termine, la sua migliore speranza di vincere le elezioni suppletive è quello di trasformarle in un referendum sulla Brexit». Questa, sottolinea Hanretty, è anche la migliore strategia a breve termine per i liberaldemocratici, benché con ragioni opposte essendo loro europeisti. Mentre gli indipendentisti potrebbe essere non poche difficoltà a conquistare i seggi detenuti dai conservatori essendo uno scontro tra due fronti “Leave”, i seggi nelle mani del Labour potrebbero diventare più facile da conquistare per lo UKIP, rubando voti ai conservatori. «Dal momento che lo UKIP ha sorpassato di poco i conservatori per il secondo posto nelle ultime elezioni», fa notare Hanretty, è possibile che essi chiedano agli elettori di riconoscerli come la scelta migliore per coloro che vogliono rafforzare le ragioni della Brexit. E se lo UKIP non riuscisse a vincere? Si riconfermerebbe l’incapacità di eleggere deputati a Westminster ed il referendum dello scorso giugno, «lungi dall’essere una tappa sulla strada per soppiantare il Labour, potrebbe stato il picco dello UKIP» scrive Harnetty.

Ma quelli che arrivano da Stoke-on-Trent sono segnali preoccupanti per il leader laburista Jeremy Corbyn, impegnato in un tentativo di cambio di rotta per risollevare il partito in crisi. I parlamentari laburisti sono a disagio con lui (come il dimissionario Hunt) e molti si stanno chiedendo se non sia meglio sfruttare il proprio talento altrove, scrive Katy Balls sullo Spectator. Secondo PoliticsHome, altri deputati del Labour sarebbero pronti a lasciare Westminster, stufi del leader. Sempre sullo Spectator, Isabel Hardman sostiene che servire il paese per un intero mandato è l’obiettivo, l’istinto di ogni parlamentare. Ed il fatto che molti starebbero pensando di interrompere la loro esperienza a meno di metà mandato, la dice lunga su quanto sia difficile la situazione interna del Partito laburista.

 

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.