I giornali britannici del giorno dopo l’annuncio della «clean Brexit»

Diamo un’occhiata rapida ai titoli ed alle letture dei principali quotidiani e tabloid britannici dopo il discorso del premier Theresa May che ha promessa una «clean Brexit» (che cos’è sul Foglio). Grazie alla rassegna stampa quotidiana di Nick Sutton, editor del sito di BBC News, disponibile qui.

Iniziamo con i fogli economici.

L’Economist sottolinea la forza di May nell’alleviare le paure legate all’uscita del paese dall’UE ma anche la volontà del premier di evitare un «cattivo accordo», pronta a trasformare la Gran Bretagna in un paradiso fiscale se Bruxelles dovesse essere troppo dura. Linea simile per il City A.M. che impagina sotto l’apertura il grafico di crescita della sterlina.

Continuiamo con quelli che, in teoria, dovrebbe essere i più soddisfatti, ossia quelli tendenzialmente vicini ai conservatori.

Un accordo giusto altrimenti è scontro, scrive il Times evocando la carta “paradiso fiscale”. Il Telegraph festeggia – finalmente – l’annuncio composto da tre no un po’ thatcheriani. Esaltato il Daily Mail parla di discorso «empatico» della nuova Lady di Ferro (sicuri? Io no). Simile apertura per il Sun che parla di Brexodus non prima di averci ricordato, tra sex-tape e pettorali, di essere un tabloid. «Accordo o no, lasceremo l’UE» è il titolo del Daily Express. Infine, gioco di parole del Metro: «Don’t call me Maybe», sottolineando le accuse di incertezze e dubiti che aleggiavano attorno ai pensieri di Theresa May sulla Brexit.

Ecco ora i quotidiani liberal-democratici.

Ossia quelli che dovrebbero tenere il punto dell’europeismo. «Così ora lo sappiamo: Brexit significa hard Brexit», titola l’Independent mentre il fratello minore elenca i punti significativi della «clean Brexit» annunciata.

Infine diamo un’occhiata ai giornali di sinistra.

Partendo dal meno a sinistra: il Guardian evidenzia il pericolo-May per l’Europa, il Daily Mirror attacca sui pericolo di lasciare il mercato unico in termini di posti di lavoro, il Morning Star, infine, parla del discorso come di un «contentino» all’ultra-destra.

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.