La Brexit e l’Irlanda: in pericolo gli accordi di pace

Era il novembre 1999 e Repubblica riportava quanto segue.

Il Consiglio dell’Ulster Unionist Party, principale partito protestante della provincia, ha approvato oggi l’accordo di pace con i cattolici del Sinn Fein. Il partito guidato da David Trimble ha risposto con un “sì” storico al compromesso annunciato due settimane fa al castello di Stormont. Ma la strada verso il disarmo dell’Ira previsto dagli accordi di Venerdì Santo del 1998 non è ancora conclusa. Con una maggioranza di circa il 58 per cento (480 voti a favore e 349 contrari) l’Ulster Unionist Party ha dato il via alla formazione di un nuovo governo di coalizione rappresentativo delle due comunità, che verrà nominato già lunedì prossimo.

Oggi quell’accordo è in pericolo a causa della Brexit. Lo sostiene Gerry Adams, il leader del movimento indipendentista irlandese Sinn Féin. L’accordo di pace del Venerdì Santo, firmato a Belfast nel 1998 tra il governo britannico e quello irlandese ed approvato poi dai nordirlandesi attraverso un referendum, sancì allora la fine del conflitto nell’isola (noto come The Troubles).

«L’intenzione del governo britannico di trascinare il nord fuori dall’Unione Europea, nonostante la volontà della gente di rimanere, è un’azione ostile», ha dichiarato Adams durante una conferenza a Dublino sull’unità dell’Irlanda. Due i problemi secondo lui: le ripercussioni dei confini sull’isola e l’impatto negativo sull’Accordo del Venerdì Santo». Sostenendo che la Brexit potrebbe riaprire il dibattito sulla divisione dell’Irlanda, Adams ha attaccato la decisione del premier britannico Theresa May di rendere la Gran Bretagna indipendente rispetto alla Corte di giustizia dell’Unione europea per ripristinare la superiorità delle leggi e della giurisprudenza britanniche: Londra abbandonerà di conseguenza la Convenzione europea sui diritti umani, e questo «rischia di minare gli elementi fondamentali circa diritti umani dell’accordo del Venerdì Santo».

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Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.