Copeland is blue, Stoke is red. Ukip is over?

I laburisti riescono a mantenere, non senza difficoltà, il seggio di Stoke resistendo agli assalti dell’Ukip ma perdono a Copeland a favore dei conservatori. Per la prima volta dal 1982 un governo in carica conquista un’elezioni suppletiva.

Vittoria agevole per il Labour a Stoke (37.1%) contro l’Ukip (24.7%) ed i conservatori (24.3%). Altra storia a Copeland con i tories che battono anche i migliori sondaggi e conquistano il 44.3% dei voti staccando il Labour di 7 punti percentuali (37.3%).

Da dov’eravamo partiti.

Si votava per le elezioni suppletive Stoke-on-Trent e Copeland, due roccaforti storiche del Labour dove la Brexit ha stravinto esattamente otto mesi fa. Occhi puntati sul Labour. Come ha scritto sul Financial Times l’analista Matt Singh, Stoke e Copeland sono vere e proprie «prove di leadership» per Jeremy Corbyn. «Il suo partito laburista è certamente in grado di mantenere entrambi i seggi e in circostanze normali sarebbe relativamente facilw. Ma nel 2017 dipende dal tipo di messaggio che gli elettori nelle roccaforti post-industriali del Labour vogliono mandare a Westminster – e quanto forte lo vogliono inviare».

La constituency di Stokeon-Trent Central è stata creata nel 1950 e da quel momento è sempre stata un feudo del Labour che schiera Gareth Snell, un ex consigliere comunale, dopo l’addio di Tristram Hunt in rotta di collisione con il leader Jeremy Corbyn. E da Stoke doveva partire la rifondazione delll’Ukip, il partito indipendentista e nazionalista che, completata la Brexit, si è trovato senza una missione. Il candidato era Paul Nuttal e da novembre è il leader del partito che lui chiama «Nukip», pronto a puntare, dopo aver raccolto in passato i voti dei conservatori delusi, alle comunità industriali e ai lavoratori. Conquistando il seggio (Stoke come capitale del cambiamento diceva Nuttall), l’Ukip avrebbe dimostrato di essere una forza politica credibile. Qualche guaio però ha messo i bastoni fra le ruote del leader e candidato, originario della città industriale di Liverpool: qualche gaffe di troppo e la lotta interna con il fronte nostalgico di Nigel Farage. Intoppi che hanno favorito, secondo gli scommettitori ed gli analisti, la rimonta negli ultimi giorni del candidato laburista Snell. Forse anche grazie una strategia che ha tenuto alla larga dagli elettori il leader Corbyn, in crisi sempre più nera nei sondaggi.

Altra storia a Copeland dove la centralità dell’industria nucleare e l’opposizione al nucleare stesso di Corbyn avevano fatto pensare ai consulenti del Labour che lì ci sarebbe stato ben poco da fare. Si sfidavano il consigliere locale Gillian Troughton (che ha battuto la favorita del leader Corbyn, Rachel Holliday) e la conservatrice Trudy Harrison. Intervistato dal Telegraph, il professor Robert Ford, che insegna scienze politiche all’Università di Manchester, ha detto che per il Labour perdere Copeland a favore dei Tories sarebbe un evento notevole nella storia politica moderna. Tre i motivi: la dinamica estremamente consolidata nelle by-election in cui è il partito al governo a perdere terreno; il fatto che nessun governo in carica ha mai guadagnato un seggio negli ultimi 35 anni ed è successo solo due volte in 60 anni; il fatto che Copeland sia Labour dagli anni Trenta.

Nota triste. Nel suo messaggio di ringraziamento appena chiuse le urne, il leader laburista Corbyn ha invitato il partito a lottare per ricostruire il paese, «qualsiasi siano i risultati» provenienti da Stoke e Copeland. Storia di un leader che parte sconfitto, o che mette le mani avanti accusando gli altri delle proprie sconfitte.

Gli scenari possibili a priori (tratti da Guido Fawkes).

Stoke. Una vittoria del laburisti avrebbe fatto sì che Gareth Snell, uno che definì in passato Corbyn «un amico di Hamas», diventasse il salvagente del leader. Un secondo posto per l’Ukip avrebbe acceso il dibattito interno, un terzo posto avrebbe messo la parola fine alla leadership di Nuttall e costretto il partito al sesto cambio al vertice in meno di due anni. Una vittoria dell’Ukip avrebbe garantito il secondo seggio a Westminster ai nazionalisti che sarebbero diventati una voce più credibile alle orecchie della working-class (anche se gaffe, menzogne e grida non allontanano dell’ideale del partito contro tutto e tutti ad ogni costo, e quindi poco affidabile elettoralmente, specie in un sistema maggioritario); avrebbe inoltre scatenato Corbyn, pronto ad accusare i media, Tony Blair (con il suo affondo sulla Brexit) ed i moderati del partito di averlo sabotato. Questi ultimi avrebbero immediatamente chiesto le dimissioni del leader. Difficile pensare ad una vittoria dei conservatori che in tal caso avrebbero messo un nuovo mattoncino nella costruzione di un paese monopartitico. Il loro candidato 25 enne Jack Brereton sarebbe stato il più giovane deputato conservatore.

Copeland. Impossibile una vittoria dell’Ukip. Una vittoria dei Tories avrebbe fomentato i moderati del Labour contro Corbyn in vista di una sfida per la leadership in estate. Le opinioni di Corbyn sul nucleare sarebbero state identificate come la chiave della sconfitta. Una vittoria laburista (con un candidato ultra-Remainer in terra ultra-Brexit!) avrebbe dato più sicurezza al leader dimostrando che la battaglia sul servizio sanitario nazionale dà i suoi frutti. Inoltre, i discorsi sui “furti” conservatori nel nord del paese sarebbero stati prematuri. Inoltre, la sconfitta per i conservatori dopo le molte visite del premier May avrebbe potuto causare non pochi problemi a Downing Street circa le difficoltà di dare risposte alla crisi del servizio sanitario.

Gli scenari possibili dopo il voto.

Il Labour sta cercando di evidenziare come la vittoria a Stoke rappresenti una svolta nel loro tentativo di tenere lontana la minaccia Ukip nei seggi delle Midlands e del nord, storicamente rossi. Certo, per l’Ukip la sconfitta pesa molto, Nuttall aveva scommesso tutto su Stoke. Uno dei maggiori donatori del partito, Arron Banks, ha più volte ribadito che se non fosse riuscito a conquistare Stoke l’Ukip avrebbe rischiato di non avere un futuro. sollievo di lavoro a tenere questa sede potrebbe non durare a lungo però. Ma gli “incidenti” di Nuttall in campagna elettorale che hanno indebolito la sua candidatura devono far riflettere i laburisti: così non basta per difendere i feudi dai tentativi altrui.

Specie dopo aver perso Copeland a vantaggio dei conservatori. La campagna laburista si è concentra per buona parte sul servizio sanitario nazionale che assieme al nucleare rappresenta uno dei problemi maggiori in quell’area. E la sconfitta, secondo molti commentato, rappresenta un passo falso soprattutto per il leader Corbyn che ha deciso di puntare molto anche a livello nazionale su questo tema per mobilitare l’elettorato. Quello di Copeland è un risultato per più ragioni straordinario come spiegava prima del voto NCPolitics.

Ciò che verrà.

Il risultato di Copeland è una grande iniezione di fiducia per il governo May e potrebbe diventare nuovo terreno di scontro tra Corbyn ed i laburisti moderati. Il primo è pronto a sparare contro il mai-dimenticato Tony Blair e le sue accuse sulla Brexit, i secondi sono sempre al lavoro per cercare di spodestare l’odiato leader.

Attenzione poi all’Ukip: la fronda interna vicina a Farage ha già iniziato a fare pressione su Nuttall dopo la pesante sconfitta di Stoke. Le prossime settimane potrebbero portare sorprese. Quel che appare certo è che l’Ukip di Nuttall ha fallito il primo e più importante test per apparire una forza credibile per Westminster. Il distacco di oltre 12 punti percentuali pesa molto sul leader, convinto fino a pochi giorni – e pasticci – prima delle elezioni di poter conquistare il seggio e rilanciare il suo Nukip come alternativa credibile al Labour per i lavoratori del nord, traditi prima dalla globalizzazione poi dalla sinistra.

Il prossimo 4 maggio è il turno delle elezioni amministrative ed il Labour potrebbe rischiare di nuovo grosso in alcuni suoi feudi. E in caso di sconfitta la resa dei conti interna sarebbe ancor più vicina con la conferenza di partito fissata per fine settembre. La base giovane del partito è con Corbyn, contro di lui c’è l’establishment del partito che vorrebbe riportare il Labour su posizioni più centriste e meno radicali per dare vita ad un’opposizione più responsabile e credibile. Il nome dello sfidante potrebbe uscire da questo grafico di YouGov.

CC BY-ND 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivatives 4.0 International License.

Gabriele Carrer

Giornalista @ La Verità.